sabato 6 febbraio 2021

Una giornata

5a domenica del TO - anno B

Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie. (Mt 8,17)

La giornata tipica di Gesù è una continua alternanza tra il servizio e la preghiera silenziosa. Egli annuncia la Parola e libera le persone dalle loro paure. Quelle che ingabbiano e non ti fanno vivere, ripiegandoti su te stesso. Sono blocchi che hanno bisogno di essere superati con la forza dell'amore. In questo senso, il Cristo ci fa notare il positivo che è in noi, come un tesoro nascosto che deve essere cercato.

Trovatolo lo si apre per condividerlo; come la suocera di Pietro che, guarita, subito si mette a servizio degli astanti. Così il tesoro del dono di Dio può fruttificare e rendere la felicità per noi e per gli altri: si ha più gioia nel dare che nel ricevere. In effetti, notando che gli altri stanno bene e sono felici, anche grazie ad un nostro piccolo gesto, rende pieni e gioiosi interiormente.

Le lunghe notti di Gesù in preghiera, poi, richiamano quel colloquio interiore dove dialoghiamo con noi stessi. Avendo gli occhi chiusi, immaginiamo tante cose, soprattutto ci lasciamo guidare da quel sottofondo di luce che è l'incontro con il Signore. Solamente lui può dare la forza di amare oltre l'egoismo. Da questo punto di vista, anche solo un piccolo gesto di carità può valorizzare le nostre giornate.

Per questo, la sintonia con Dio è indispensabile. La preghiera, come continuo dialogo con Lui, non deve mai mancare, altrimenti si parla con quegli idoli che propongono valori opposti, orientandoci ad una mentalità di morte. La giornata di Gesù è di esempio. Il rischio del fare le cose nella logica dell'efficientismo può, così, essere superato da un atteggiamento di fondo che orienta la nostra vita.